Robert Rauschenberg

Robert Rauschenberg, Senza titolo (Brina), 1974. Collezione Ernesto Esposito, Napoli. In comodato a Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli. Foto © Amedeo Benestante. | Robert Rauschenberg, Untitled (Hoarfrost), 1974. Collection Ernesto Esposito, Naples. On loan to Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, Naples. Photo © Amedeo Benestante.

Dopo essersi iscritto al Kansas City Art Institute, Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva, 2008) frequenta dal 1948 i corsi di Joseph Albers al Black Mountain College, dove conosce John Cage, insieme al quale partecipa nel 1952 all’happening Theater Piece No. 1, realizzando i White Paintings, dipinti monocromatici sospesi alle travi del soffitto. Rientrato da un lungo viaggio in compagnia di Cy Twombly, durante il quale visita Napoli e, a Roma, lo studio di Alberto Burri, l’artista statunitense realizza nel 1954 i primi Combine Paintings, in cui materiali eterogenei ed extrapittorici – corde, lame, stracci, barattoli, cuscini, letti, armadi, segnali stradali – vengono assunti all’interno dell’opera come elementi banali che rimandano alla realtà del quotidiano. Diversamente dalle suggestioni della Pop Art, il linguaggio New Dada di Rauschenberg non enfatizza la cultura di massa, ma opera un prelievo degli oggetti del quotidiano in un contesto di riferimenti aderenti alla realtà. Le frequenti collaborazioni con artisti come Jasper Johns, John Cage e il coreografo Merce Cunningham consentono a Rauschenberg di operare continue commistioni mediali e linguistiche, in sintonia con l’idea rivoluzionaria di Cage di un ritorno al ‘grado zero’ dell’arte, coincidente con l’ovvietà del reale.

Tra il 1971 e il 1972 con la serie Cardboards anche i pezzi di cartone trovati entrano a far parte dell’opera, non come supporto, ma come materiale mostrato nella sua immediata valenza di elemento di scarto, di cui viene mantenuto in evidenza il carattere e la fragilità materiale. Di poco successiva è la serie Hoarfrost (1974-1976), il cui titolo fa riferimento all’Inferno di Dante che Rauschenberg aveva illustrato tra il 1958 e il 1960 con la tecnica del transfer-drawing: una di queste opere, Untitled (Hoarfrost), 1974, in collezione, raffigura lo scoppio di una bomba nucleare. Su queste opere, realizzate con tessuti di seta, cotone e chiffon, privi di telaio, vengono riportate le immagini con la tecnica del transfer a solvente: avendo notato sui panni utilizzati per pulire le pietre litografiche tracce figurali provenienti dai giornali stampati, l’artista rievoca quella suggestione visiva e realizza lavori con diversi strati di tessuto su cui si sovrappongono immagini eteree e delicate, a prescindere dal loro contenuto intrinseco.

Rauschenberg, espone per la prima volta a Napoli alla Modern Art Agency nel 1974, presentando una serie di collage. Nel 1987, nuovamente con Lucio Amelio, realizza Neapolitan Gluts, sculture e assemblaggi prodotti in città, e una sua opera entra nella collezione Terrae Motus. In occasione di quel soggiorno l’artista improvvisa la scenografia per Set & Reset, utilizzando rottami recuperati allo scasso, per sostituire le scene da lui firmate e destinate al balletto di Trisha Brown per il Teatro di San Carlo, mai giunte da New York. Nel 2008 il Madre ospita la mostra Robert Rauschenberg. Travelling ’70-’76, in cui vengono esposte le serie Cardboards, Venetians, Early Egyptians, Hoarfrosts e Jammers, realizzate durante i viaggi in Italia, in Francia, a Gerusalemme e in India.

OSdV