»Roberto Cuoghi»

Roberto Cuoghi, Untitled (Body Builder), 2003. Collezione privata. In comodato a Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli. Foto © Amedeo Benestante.

Artista tra i più radicali della sua generazione, Roberto Cuoghi (Modena, 1973) sfugge alle facili categorizzazioni. Ancora ventenne – nel periodo di formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera all’inizio degli anni Duemila – Cuoghi dette inizio a una forma di trasformazione integrale di sé che sarebbe riduttivo definire “performance” e che lo ha impegnato per alcuni anni: tingendosi i capelli di grigio e aumentando di peso, l’artista si tramutò gradualmente nella copia quanto più fedele del proprio padre, allora sessantenne. Il processo di trasformazione non si limitò solo alla somiglianza esteriore ma indusse Cuoghi ad assumere abitudini alimentari, routine quotidiana e gestualità del padre, all’interno di un’operazione che testa i limiti sia formali sia temporali dell’arte performativa: di questa impresa durata anni, infatti, non esiste alcuna forma di documentazione, né video né fotografica, mentre l’accento è posto, al contrario, sulla dimensione esistenziale dell’esperienza.
Quest’opera seminale dei primi anni d’attività dell’artista chiarisce sin da subito i temi su cui si è poi concentrata la sua ricerca artistica: l’idea della metamorfosi, la riflessione sul tempo, il principio di immedesimazione e l’esplorazione del concetto di identità come messa in scena. Cuoghi porta avanti questa ricerca attraverso una varietà di linguaggi e materiali che spaziano dalla scultura al video, alla fotografia, all’installazione, alla pittura, al disegno e alla composizione sonora.

La riflessione sull’identità come luogo di metamorfosi e sul tempo come dimensione dell’esistenza si manifesta nei numerosi autoritratti che l’artista ha realizzato in anni recenti, nei quali egli trasfigura il concetto stesso di autoritratto offrendo un’immagine di sé sempre diversa, nella fisionomia, nell’età e nei riferimenti iconografici che queste opere evocano. Il disegno e la pittura sono, per Cuoghi, campi di sperimentazione incessante: attraverso un uso integrato di materiali, supporti, tecniche e procedimenti, l’artista esplora la dimensione ibrida delle immagini, ponendo l’attenzione sul concetto di metamorfosi non soltanto dal punto di vista tematico ma anche rispetto alla natura materiale delle sue opere.

È questo il caso di Untitled (Body Builder) (“Senza titolo. Body Builder”), l’opera presente nella collezione permanente del Madre, realizzata attraverso la sovrapposizione di piani diversi di smalto, vernice a spruzzo, pennarello e acrilico: la fluidità con cui i materiali e i diversi supporti si fondono l’uno con l’altro manifesta, sul piano formale, ciò che accade sul piano del soggetto rappresentato. L’immagine del body builder, infatti, evoca un’idea di corpo in trasformazione, che tende verso un’immagine interiore e ideale di sé, ma plasmata da una specifica cultura esterna, mentre le sembianze di questo strano essere contemplano la coesistenza di maschile e femminile, umano e animale. Un’immagine che fluttua tra natura e artificio, verosimiglianza e bizzarria, realtà e sogno.

AR

Il museo è chiuso, aprirà alle 10.00

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