Vai, vai, Saudade

A cura di Cristiano Raimondi
Mousse Publishing, Milano, 2026

Pubblicato in occasione della mostra Vai, vai, Saudade, tenutasi al museo Madre dal 4 luglio al 30 settembre 2024, questo volume consolida e amplia un progetto che ha intrecciato ricerca, memoria e visione per esplorare oltre settant’anni di arte brasiliana. Curata da Cristiano Raimondi, la mostra ha proposto una prospettiva storiografica rigorosa e al tempo stesso personale, esaminando come il rapporto tra modernismi e identità in Brasile si dispieghi attraverso fratture, contraddizioni e reinvenzioni.

Concepito come documento visivo e riflessione critica insieme, il libro rispecchia la struttura non lineare della mostra. Organizzato come un album dinamico di immagini, documenti e testi, traccia costellazioni tematiche e dialoghi inattesi attraverso generazioni e geografie. Dagli esperimenti radicali di Lygia Pape alla testimonianza visionaria di Hélio Melo, dalle utopie moderniste alle pratiche segnate dalla dittatura, dalla migrazione e dalla resistenza, la pubblicazione rivela un campo artistico denso e plurale che eccede qualsiasi narrazione unitaria.

Il titolo — tratto da un samba del 1964 di Heitor dos Prazeres — definisce il registro emotivo del progetto. La saudade è intesa non come semplice nostalgia, ma come una condizione profonda e oceanica di presenza e assenza, memoria e proiezione. Attraverso giustapposizioni poetiche e «cortocircuiti» concettuali, il volume invita i lettori a vivere l’arte brasiliana come un territorio in movimento — in cui ancestralità e sperimentazione, culture popolari e linguaggi d’avanguardia coesistono e si trasformano a vicenda.

Il libro include inoltre riproduzioni anastatiche e contributi di Jaider Esbell, Frederico Morais, Hélio Oiticica, Ariano Suassuna e Adriana Varejão, arricchendo ulteriormente l’impianto storiografico e critico del progetto.

Più che un catalogo, Vai, vai, Saudade propone una postura etica ed estetica: l’arte come spazio in cui pensiero e azione convergono, e in cui rivisitare la memoria diventa un modo di reimmaginare il presente.