Valerio Adami, Carlo Alfano, Nanni Balestrini, Stefania Carlotti, Francesco Clemente, Cheryl Donegan, Peter Fischli, Sylvie Fleury, Elisa Giardina Papa, Thomas Hirschhorn, Ilya e Emilia Kabakov, Sean Landers, Rosa Panaro, Giulia Piscitelli, Pipilotti Rist, Grazia Toderi, Lorenzo Scotto di Luzio, Jordan Wolfson e Lorenzo Coletta con Amin Dolcezza (ex De Cupis & MIIN- – -AMOR), Contropotere, Radford Electronics, Renato Grieco. La mostra include inoltre un’opera sonora di Hira Nabi, parte di Soundshapes — progetto curatoriale di Carolin Köchling e Julia Grosse.
Il formato espositivo in progress Gli anni è dedicato all’esplorazione di episodi di storia dell’arte dei decenni più recenti a Napoli. La collezione del Madre dialoga con importanti collezioni pubbliche e private, principalmente della città, per evocare, attraverso opere emblematiche, momenti e produzioni artistiche che hanno segnato questo territorio.
Il titolo Gli anni rimanda all’omonimo romanzo della scrittrice Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022, nel quale la descrizione di fotografie e la memoria di momenti significativi di una singola vita diventano insieme affresco autobiografico e cronaca collettiva. Il romanzo suggerisce che immagini e ricordi privati siano destinati a dissolversi nel flusso della storia; la mostra propone di considerare le opere d’arte come un antidoto a questa scomparsa. Superata l’urgenza del presente entro cui sono state concepite, le opere continuano infatti a raccontare non solo la propria ricerca estetica e linguistica, ma anche il contesto in cui sono state prodotte ed esposte. Allo stesso modo, le collezioni che le custodiscono possono essere intese come depositi di storie, avvenimenti e passaggi appartenenti a un vissuto comune.
Come la memoria, la narrazione de Gli anni non segue un ordine cronologico lineare, ma si costruisce attraverso episodi differenti, segnalati da poster che riportano gli anni della prima esposizione in Campania delle opere selezionate. Con il terzo capitolo, il progetto assume una dimensione diffusa negli spazi del museo, coinvolgendo non solo il secondo piano, ma anche l’ingresso, la Sala Madre e parte della Sala Colonne.
Il percorso riunisce opere di straordinaria rilevanza storico-artistica, capaci di offrire letture stratificate e profondamente attuali delle trasformazioni culturali, sociali e geopolitiche degli ultimi decenni, come The Green Coffin (2006) di Thomas Hirschhorn e The Sick Child (2000) di Ilya ed Emilia Kabakov. La mostra dedica inoltre particolare attenzione alla sperimentazione linguistica e interdisciplinare, attraverso la ricostruzione della mostra video Audience 0.01 (1993), il racconto dell’esperienza della rivista “Collant, i giorni dell’arte attuale” tramite l’archivio di Giulia Piscitelli, un focus sulla ricerca scultorea di Rosa Panaro e sul progetto di scenografia realizzato da Valerio Adami per L’Olandese Volante al Teatro San Carlo nel 2003. Sono valorizzati nuclei scelti della collezione del Madre, con opere di Carlo Alfano e Francesco Clemente e acquisizioni recenti di Elisa Giardina Papa, Lorenzo Scotto di Luzio e Jordan Wolfson. Come in ogni capitolo, un artista napoletano è inoltre invitato a confrontarsi con la collezione del museo per immaginare una stanza curata: per questa edizione Lorenzo Coletta costruisce un progetto attorno a Tristanoil (2012) di Nanni Balestrini, mettendo l’opera in dialogo con le ricerche di artisti sonori di differenti generazioni. Gli anni. Capitolo 3 amplia infine l’attenzione verso pratiche artistiche e curatoriali attive nell’oggi, per rafforzare l’idea del museo non solo come archivio della memoria, ma come organismo vivo e in trasformazione. In questa prospettiva si inseriscono le presenze, per la prima volta a Napoli, di Peter Fischli e Stefania Carlotti, insieme al progetto curatoriale Soundshapes, a cura di Carolin Köchling e Julia Grosse, che presenta un’opera inedita di Hira Nabi.
In continuità con i capitoli precedenti, il public program accompagna la mostra con incontri, conversazioni e visite, rafforzando il ruolo del museo come luogo di produzione critica e confronto transdisciplinare.
Inaugurazione mostra 09.07.2026 – Programma della giornata
11.00
Visita guidata alla mostra con Eva Fabbris
12.00 – Biblioteca
Talk con Hira Nabi e Carolin Köchling
moderato da Marta Federici
17.00
Visita guidata alla mostra con Alberta Romano
18.00 – Biblioteca
Talk con Peter Fischli e Eva Fabbris
19.00 – Sala Clemente
Saluti istituzionali
Angela Tecce Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee
Eva Fabbris Direttrice museo Madre
I talk si terranno in lingua inglese