»Per_formare una collezione #2»

21.12.13 — in progress

Michelangelo Pistoletto e Lo Zoo, L’uomo ammaestrato, Vernazza, 17 agosto 1968 (dettaglio: Maria Pioppi). Collezione Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella. Foto © Bruno Scagliola
Il secondo capitolo del progetto Per_formare una collezione, dedicato alla formazione e presentazione progressiva della collezione permanente del museo Madre.
a cura di Alessandro Rabottini, Eugenio Viola

Attraverso la presentazione di nuove opere di artisti italiani e internazionali, questo secondo capitolo si aggiunge al precedente (Per_ formare una collezione #1), approfondendone alcuni temi e inaugurandone di nuovi. L’allestimento comprende sia nuove produzioni che opere storiche, spesso realizzate o mostrate a Napoli e in Campania a partire dagli anni sessanta del secolo scorso fino agli anni più recenti.

Intorno a uno degli assi su cui si articolava il primo capitolo (il ruolo del linguaggio come elemento fondamentale della riflessione artistica), si aggregano nuove opere (tra cui opere di alcuni artisti concettuali come Vincenzo Agnetti, Robert Barry, Douglas Huebler).

In questo secondo capitolo viene inoltre approfondita l’attenzione verso la relazione fra attività artistica e sfera sociale già affrontata nel primo capitolo: come nelle edizioni originali di La rivoluzione siamo noi di Joseph Beuys che si aggiungono a quelle già in collezione, nelle azioni di Piero Gilardi, nell’intervento di Giulia Piscitelli prodotto in occasione della recente personale dell’artista al Madre, o nel video di Eulalia Valdossera in cui un’inserviente interagisce, semplicemente pulendola ed occupandosene, con una colossale scultura dell’imperatore romano Claudio custodita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Particolare attenzione verrà nuovamente data alla relazione fra la sfera dell’arte e quella del teatro e della performance (dalla ricerca di Spazio Libero di Vittorio Lucariello, a cura di Maria Savarese, alle esperienze di Zoo e alle opere e interventi di Gianni Pisani, spingendosi fino alle generazioni successive, come nel caso dell’artista britannico Jeremy Deller). Anche il linguaggio della scultura viene reinterpretato attraverso approcci spiazzanti che affievoliscono l’usuale distanza fra arte e vita adottando una dinamica processuale o immergendosi in una dimensione al limite dell’onirico, come nell’opere che entra in collezione di George Brecht, fra i principali animatori del movimento Fluxus, realizzata a Napoli negli anni Settanta.

Verrà esplorato anche l’utilizzo degli elementi primari (fuoco, acqua, aria, terra) e del materiale più comune (stracci) quali strumenti di una pratica artistica radicale, come nelle opere di Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio o nell’installazione/azione Giardino all’italiana di Gino Marotta. E verrà analizzato il valore artistico dei gesti più semplici, attraverso cui l’artista può produrre e condividere conoscenza, come accade nei libri cuciti di Maria Lai e quelli cancellati di Emilio Isgrò.

Oltre all’allestimento di opere di altri artisti, infine, a seguito della mostra Mario Garcia Torres. La Lezione di Boetti ospitata da giugno a ottobre presso il Madre, un’intera sala sarà dedicata alle opere di due artisti di generazioni differenti posti in dialogo fra loro: Alighiero Boetti e Mario Garcia Torres.

Per_formare una collezione #2 permette di costruire una collezione in divenire che si articola in molteplici dimensioni: quella di far vivere il museo come luogo di ricerca, approfondimento, confronto, (ri)discussione, partecipazione, quella di raccontare episodi significativi di una storia dell’avanguardia culturale a Napoli, in Italia e nel mondo, e quella di costruire ipotesi su come ripensare le funzioni stesse di un museo d’arte contemporanea oggi, in relazione ad una collezione permanente ma dinamica, attiva, in divenire, soggetta sempre ad ulteriori punti di vista e spunti critici.

La collezione del Madre è vissuta quindi come storia condivisa con la comunità a cui il museo si rivolge e in cui la comunità, facendone parte, si può riconoscere, assumendo lo sguardo degli artisti come chiave di lettura che lega fra loro passato, presente e futuro, tutela della memoria e costruzione di nuova identità. Il progetto mira a declinare una collezione stratificata su più temi, generazioni e approcci, una collezione che, come un organismo vivente, cresce e si articola nel tempo. La formazione progressiva di questa collezione avviene infatti sulla base dell’attività in corso del Dipartimento di Ricerca del museo.

A ogni progetto verranno dedicate delle schede di sala monografiche su ogni singolo lavoro e artista che, raccolte in quaderni successivi, andranno a formare il catalogo in progress della collezione permanente del Madre, pubblicato da Electa.

Il museo Madre prevede anche l’attivazione, nel corso del progetto, di stage, tirocini e borse di studio con le diverse università campane e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, specificatamente dedicate all’approfondimento della collezione storica in progress del museo.

Il museo è chiuso, aprirà domani alle 10.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito