Mimmo Jodice, Veduta del Castello Macchiaroli prima dei lavori di restauro, inizio anni ’70. Courtesy l’artista; Ingeborg; Gisella Macchiaroli.

Parco dell’Arte contemporanea nel Vallo di Diano. Opere, idee, progetti, persone dalla collezione del Madre

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L’Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo della Regione Campania e la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/museo Madre presentano il progetto espositivo Parco dell’Arte contemporanea nel Vallo di Diano. Opere, idee, progetti, persone dalla collezione del Madre, realizzato in occasione della 30° Summer Universiade Napoli 2019 e Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Luogo d’incontro tra culture ed ecosistemi differenti, spesso definito “paesaggio culturale”, il Cilento interno e il Vallo di Diano furono teatro della cosiddetta Congiura dei Baroni (1485 e 86). Un episodio fondativo dell’identità nazionale e sovranazionale dell’Europa moderna a partire dal quale questa mostra, insieme al progetto La Congiura dei Baroni, ripercorre un tracciato storico che congiunge, in un nuovo itinerario culturale e turistico, le città e le comunità di Napoli, del Vallo di Diano e di Matera/Miglionico.

In particolare, la mostra Opere, idee, progetti, persone dalla collezione del Madre, a cura di Andrea Viliani e Silvia Salvati, mira a promuovere nuovi itinerari d’arte contemporanea sul territorio campano, articolandosi in alcuni siti storici e naturalistici del Vallo di Diano: il Castello dei Principi Sanseverino (ora Macchiaroli), il Chiostro del Convento della Santissima Pietà a Teggiano e le Grotte di Pertosa-Auletta, affiancandosi così ai precedenti progetti presentati presso la Certosa di San Lorenzo a Padula, da cui il Parco dell’arte contemporanea trae origine: la rassegna Le opere e i giorni (2002-2004), a cura di Achille Bonito Oliva, e la performance VB82 dell’artista Vanessa Beecroft, realizzata nel 2017 nell’ambito dell’iniziativa Il Cammino delle Certose.

Il percorso espositivo è una narrazione visiva dedicata a quell’Europa e a quel Mediterraneo che definiscono, fra passato presente e futuro, fra natura e cultura, l’essenza stessa del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e si propone di restituire un ritratto simbolico del territorio: l’arcaicità dei suoi insediamenti, l’incontro tra le etnie che nei secoli vi hanno vissuto e lo hanno conformato, le prospettive affidate alla radicalità delle sperimentazioni artistiche e intellettuali contemporanee. Al Castello Macchiaroli di Teggiano il percorso espositivo, che assume a suo incipit la dimensione etica con cui gli artisti rileggono la cronaca quotidiana, procede per le pagine-stanze di un racconto che delinea sia il deposito memoriale della storia che i contorni impalpabili della contemporaneità, fino ad assurgere a una provvisoria sintesi fra astrazione e figurazione, implicazione e contemplazione. La mostra al terzo piano comprende opere di Marisa Albanese, Monica Biancardi, Bianco-Valente, Paolo Bini, Gianni De Tora, Jimmie Durham, Mimmo Jodice, Pierpaolo Lista, Nino Longobardi, Mimmo Paladino, Gloria Pastore, Luciano Romano e Ivano Troisi. A chiudere il percorso, il dipinto di Nicholas Tolosa nella Sala Stefano Macchiaroli e l’installazione di Michele Iodice sulla Torre della Giammaruca.

Parallelamente, al secondo piano del Castello, è presentata la mostra personale di Pietro Costa Alla luce di tutto, che comprende due progetti fra loro connessi che l’artista ha sviluppato nel corso di quasi 20 anni: donor project e light structures.

Il Chiostro del Convento della Santissima Pietà di Teggiano ospita due panchine marmoree di Domenico Bianchi e l’opera ceramica Vaso (2004) di Ugo Marano.

Le Grotte di Pertosa-Auletta ospitano Penelope (2019), installazione di Eugenio Giliberti realizzata al museo Madre nel corso dei workshop #MadreTerra, nell’ambito del programma didattico dedicato all’integrazione sociale Io sono Felice!.

Inoltre, nello spazio pubblico individuato tra Via Sant’Agostino e Via Corpo di Cristo a Teggiano, a partire dal mese di settembre sarà realizzato il progetto permanente Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto nel Parco dell’Arte contemporanea nel Vallo di Diano, con il coordinamento di TANA Terranova Arte Natura (Marco Papa e Tiziana De Tora, Ambasciatori Rebirth Terzo Paradiso)e ArtStudio’93, e in collaborazione con BACAS-Borghi Antichi Cultura Arti e Scienze, Vallo di Diano-New York. L’installazione, il cui simbolo indica la terza fase dell’umanità che si compie nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura, sarà realizzata attraverso un’azione partecipata e prenderà la forma permanente di un’aiuola con erbe officinali e pietra locale che sarà ultimata il 21 dicembre 2019, in occasione del Rebirth-Day, giornata di celebrazione del Terzo Paradiso, a sancire l’impegno di ciascun membro della comunità a collaborare ad una responsabile trasformazione della società nel mondo.