»Arrigo Lora Totino»

Arrigo Lora Totino è uno degli interpreti più rappresentativi del movimento internazionale di Poesia Concreta. L’espressione Poesia Concreta si riferisce a un’area di sperimentazione estremamente vasta che muove i suoi primi passi in Brasile e in Svizzera alla fine degli anni cinquanta. Questo fenomeno internazionale – che si diffonde presto anche in Europa, Giappone e Stati Uniti – affonda le radici in esperienze legate a quelle avanguardie storiche che, sin dagli inizi del Novecento, hanno incluso la parola e il suono nell’ambito della ricerca visiva.
L’attenzione dei poeti concreti si sposta dal significato alla forma delle parole, elaborando il “materiale concreto” del linguaggio scomposto nelle sue unità ultime – sillabe, lettere, fonemi – e ricomposto come “materia letteraria” secondo nuove forme e nuove regole. L’elemento visivo della lettera stampata e gli strumenti della tipografia, così come anche l’uso consapevole di semplice carta, sono gli strumenti principali della Poesia Concreta.
Molti tra gli artisti coinvolti in questo movimento internazionale estendono le ricerche sul linguaggio verbale anche alla produzione sonora e ai supporti che lo veicolano. Numerose sono anche le incursioni nella performance e nella ricerca musicale.
Arrigo Lora Totino inizia a interessarsi alla Poesia Concreta alla fine degli anni cinquanta e a metà degli anni sessanta associa alle ricerche strettamente visive e tipografiche la sperimentazione in ambito sonoro.
Nel 1966 fonda lo Studio di Informazione Estetica insieme al musicista elettronico Enore Zaffiri e al pittore Sandro De Alexandris e, nello stesso anno, la rivista “Modulo” che pubblica un’antologia di Poesia Concreta che include i principali esponenti internazionali di questo movimento, divenendo così uno tra i principali strumenti di promozione di questa ricerca in Italia. La ricerca di Totino spazia tra gli strumenti della tipografia e del collage, utilizzando espedienti quali la ripetizione, la sovrapposizione e il rovesciamento di parole e frasi. Anche l’elemento sonoro è oggetto di ricerca, sviluppata nei progetti della “poesia ginnica”, della “poesia liquida” e delle “mimo-declamazioni”, performance nelle quali il linguaggio è indagato nei suoi elementi sonori e gestuali. Quel che sembra attrarre l’attenzione di Totino nelle varie forme della sua ricerca è la potenzialità comunicativa della struttura del linguaggio come immagine, gesto e suono, piuttosto che come veicolo di contenuto.
Le quattro opere esposte al Madre utilizzano la tecnica del collage per assemblare frammenti di giornale. La parola stampata è ridotta quasi esclusivamente al suo status di elemento visivo e trattata come un materiale da elaborare: le quattro composizioni sono costruite attraverso l’accostamento dei colori, degli effetti di texture della carta e del ritmico susseguirsi dei blocchi di testo. L’uso di frammenti di articoli come principale elemento della composizione sfrutta la particolare allure del “giornale quotidiano”, che è per definizione legato alla comunicazione di massa e alle implicazioni politiche della stessa.
La poesia concreta di Totino è costruita sull’impatto visivo, sulla consistenza fisica della parola, secondo una modalità che rovescia in senso critico l’uso della parola stampata nell’ambito della pubblicità e della cultura dei mass media più in generale, così come si sono affermati nel boom economico degli anni cinquanta e sessanta.

AR

Il museo è aperto fino alle 19.30

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito