ALFREDO & ISABEL AQUILIZAN

Ballesteros, Filippine (1962), vive e lavora a Los Baños, Filippine | Manila, Filippine (1965), vive e lavora a Los Baños, Filippine

Pillar  2021

tecnica mista

Prodotto in collaborazione con Dedalus Cooperativa Sociale,

Accademia di Belle Arti Napoli

Commissionato per Rethinking Nature

Courtesy degli artisti e Yavuz Gallery Singapore/Sydney

La pratica artistica di Alfredo e Isabel Aquilizan è incentrata sulla creazione di processi collaborativi che coinvolgono lo storytelling e laboratori partecipativi volti allo sviluppo di pratiche creative collettive. Per Rethinking Nature, gli artisti presentano una elaborazione di Project Another Country, un progetto iniziato nel 2006 e ispirato ai Badjao, una comunità di marinai nomadi del Mar Sulu nelle Filippine. Il progetto esplora molteplici definizioni dell’idea di “casa”, mettendo in discussione le forme di vita individualistiche delle società moderne attraverso l’esplorazione di strategie di coesistenza e di prossimità comunitaria. Pillar è composto da centinaia di case sviluppate da giovani partecipanti attraverso workshop condotti in collaborazione con Dedalus Cooperativa Sociale a Napoli. Attraverso strutture in cartone riciclato, i partecipanti hanno immaginato una propria versione di casa e dell’ambiente naturale. La cascata di case e giardini che attraversa i piani del museo è sospesa ad una barca capovolta, come rifugio in una tempesta, in riferimento alla storia della città partenopea in quanto porto mediterraneo così come alle future forme di vita sull’acqua che l’aumento del livello del mare sta generando. Rappresentando un processo di intelligenza collettiva e di collaborazione, l’installazione articola una visione multi-vocale del vivere in connessione con le ecologie circostanti.

 

Dichiarazione degli artisti

Il nostro lavoro ha uno spirito collettivo e fa uso di strategie di accumulo per riorganizzare narrazioni e oggetti fisici. Le comunità e il pubblico sono spesso invitati a partecipare attivamente alla produzione dell’opera, creando così esperienze condivise avviate dalla raccolta di storie che vengono spostate e trasformate per mezzo di una meticolosa riorganizzazione. In questo modo i nostri progetti costruiscono, moltiplicano e sezionano le memorie collettive e le nostre speranze per il futuro.