»Ettore Spalletti»

Un giorno così bianco, così bianco

13.04 — 25.08.14

"Il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo. Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio. Togliendola, il colore assume lo spazio e invade lo spazio. E quando questa cosa riesce, è miracolosa". (Ettore Spalletti, 2006)
a cura di Danilo Eccher, Anna Mattirolo, Andrea Viliani e Alessandro Rabottini

Questa mostra rappresenta l’apice di un progetto che ha riunito tre musei, il Madre di Napoli, il MAXXI di Roma e la GAM di Torino: un solo titolo per tre mostre che esplorano la varietà e profondità della pratica artistica di Ettore Spalletti, che nell’arco di quarant’anni ha attraversato i momenti più significativi della storia dell’arte internazionale, sviluppando un linguaggio capace di mettere in dialogo contemporaneità e classicità, pittura, scultura e architettura.

La triplice mostra costituisce la più completa retrospettiva dedicata all’artista, un progetto che è legittimo definire, nella sua pluralità istituzionale, “repubblicano”. Ogni mostra si caratterizza come una mostra autonoma, concepita dall’artista in dialogo con gli spazi espostivi dei diversi musei ma, al contempo, come il capitolo di un’unica storia che unisce i diversi paesaggi del nostro paese o, come afferma l’artista stesso, le sue diverse “luci”.

La mostra al Madre presenta un articolato excursus di opere sia storiche che recenti, e ripercorre la ricerca dell’artista dagli esordi negli anni Sessanta fino a oggi, unendo pittura, scultura, installazioni ambientali, libri e progetti. Il percorso espositivo prescinde dall’adozione di un criterio cronologico per far emergere la relazione tra opere appartenenti a periodi differenti. La mostra – pensata dall’artista per gli antichi spazi del Palazzo Donnaregina – riflette un tema centrale dell’intera opera di Spalletti, ossia l’annullamento del tempo inteso come linearità e progressione e la sua esplorazione come eterno presente, distillato nelle singole opere. Lavorando contro e al di là dell’idea di tempo, ciò che emerge come dato unitario è il ricorrere delle forme, dei colori e dei materiali che Spalletti ha sempre utilizzato, esaltando di ciascuno la specifica capacità espressiva.

Il percorso espositivo alterna opere inedite, mai esposte al pubblico, ad altre che costituiscono momenti fondativi della carriera dell’artista. I temi centrali dell’arte di Spalletti sono tutti presenti: la relazione tra dato naturale e linguaggio astratto, il rapporto tra pittura e scultura come articolazione del colore e dei volumi nello spazio, la memoria del classico coniugata con la modernità, la centralità dell’esperienza del paesaggio e l’esplorazione della monocromia come metafora della sensibilità percettiva.
L’alternarsi quasi musicale dei materiali – come l’alabastro, il marmo, l’onice, la foglia d’oro, i metalli e le pietre preziose, la carta e il pigmento puro, tutti presenti in mostra – configurano la mostra come un viaggio all’interno delle potenzialità estetiche, simboliche ed espressive dei materiali stessi, che l’artista esplora nella loro purezza, come “pieni” cromatici e percettivi in grado di aprire gli orizzonti della pittura.

Elemento centrale, infine, la luce, il suo variare impercettibile ma continuo che, incidendo sulle opere e nelle sale, fonde il museo con il suo contesto. L’architettura del Madre diventa parte della mostra, con lo sviluppo cadenzato delle sale, con le finestre affacciate sui vicoli del quartiere di San Lorenzo, la chiesa di Donnaregina vecchia, la colline di Capodimonte e Castel Sant’Elmo, gli spicchi di mare e il Vesuvio in lontananza. È forse possibile evocare, pensando alla concentrazione intellettuale, fisica e spirituale di questa mostra, l’effetto che ha sui visitatori l’incamminarsi nelle celle del monastero di San Marco a Firenze, decorate dagli affreschi-preghiera del Beato Angelico.

Ettore Spalletti ha esposto nei principali musei del mondo, sia in mostre collettive sia personali. Oltre ad aver rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia del 1997, l’artista ha preso parte ad altre tre edizioni della stessa manifestazione nel 1982, nel 1993 e nel 1995 e a due edizioni di Documenta a Kassel nel 1982 e nel 1992. Sue mostre personali sono state allestite presso il Museum Folkwang di Essen (1982), il Museum Van Hedendaagse Kunst di Gent (1983), la Halle d’art contemporain di Rennes (1988), il De Appel di Amsterdam, il Kunstverein di Monaco e il Portikus a Francoforte (1989), il Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi (1991), l’IVAM – Centre del Carme di Valencia (1992), il Solomon R. Guggenheim Museum di New York (1993), il MUHKA di Anversa (1995), il Musée d’Art Moderne e Contemporain di Strasburgo (1998), il Museo di Capodimonte a Napoli (1999), la Fundación La Caixa di Madrid (2000), l’Henry Moore Institute di Leeds (2005), l’Accademia di Francia – Villa Medici a Roma (2006), il Museum Kurhaus di Kleve (2009) e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma (2010).

Il museo è aperto fino alle 19.30

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito