Matteo Stella Dance Arts (Samantha Stella e Matteo Levaggi). Foto © Luca di Bartolo.

Matteo Stella Dance Arts al Madre

Una nuova prima assoluta per il cartellone performativo della retrospettiva Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra

Il coreografo Matteo Levaggi e l’artista visiva Samantha Stella firmano la performance site-specific Death Speaks per il terzo appuntamento del programma performativo prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Domenica 20 gennaio, alle ore 18.00, in scena al Madre Death Speaks del duo artistico Matteo Stella Dance Arts. L’esibizione, commissionata e prodotta dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, sarà una prima assoluta site specific per Coreografia per una mostra: un omaggio unico a Robert Mapplethorpe, uno dei più grandi fotografi del XX secolo, ideato ed eseguito dal coreografo Matteo Levaggi e dall’artista visiva Samantha Stella con la partecipazione di Salvatore Manzo, ballerino del Corpo di ballo del Teatro di San Carlo.

Il titolo della performance, Death Speaks, è ispirato all’omonimo album del 2013 di David Lang, compositore statunitense vincitore del Premio Pulitzer per la musica (2008). L’intervento artistico firmato da Levaggi e Stella rimanda al concept del percorso espositivo, incentrato sui colori rosso, nero e bianco, e sul dialogo tra la creazione contemporanea e la storia dell’arte.
Caducità ed eternità, bene e male, bellezza e tensione, in dialogo con stilemi del passato storico della danza e dell’arte, sono tematiche care a Stella e Levaggi, che qui si uniscono ad echi cinematografici lynchiani dando tridimensionalità alle immagini di Mapplethorpe, rievocando l’ossimoro tra la ruvidezza delle stesse, al limite della violenza, con soggetti tratti dall’underground americano, e la rappresentazione di un ideale estetico vicino al gusto classico.

Death Speaks si svilupperà in quattro sale della mostra, proponendo dei “quadri scenici” che riprendono le produzioni più significative di Stella e Levaggi. Tra cui il triangolo disegnato sul pavimento di Preludio per una Sinfonia in Nero, rappresentato all’Ace Museum di Los Angeles (2014); il busto rosso fiamma della divinità greca Hebe, dea che dava il nettare dell’immortalità, riproduzione di una parte della statua di Bertel Thorvaldsen (1815); la postura a crocifisso utilizzata nella produzione Le Vergini (2011); il busto bianco, riproduzione dell’Apollo del Belvedere (II sec. d.C.) custodito nei Musei Vaticani, dio delle Arti, della Musica della Poesia e della Profezia, ma anche seminatore di morte e distruzione, che appare nella performance Hell23, presentata all’Istituto di Cultura di Los Angeles (2016). E ancora, le incomprensibili parole sussurrate in loop utilizzate in diverse produzioni degli artisti, attraverso l’amplificatore customizzato con il crocifisso tratto dall’installazione God Loves You di Stella (2017). Ma il richiamo più forte dell’intervento è all’atto Red della trilogia Primo Toccare (2008-2010), ad oggi la creazione più significativa di Levaggi e Stella (progetto da lei firmato come Corpicrudi).

Per introdurre il progetto site-specific Death Speaks, concepito per la retrospettiva che il Madre dedica a Mapplethorpe per il trentennale dalla sua morte avvenuta il 9 marzo 1989, Levaggi e Stella  hanno scelto le parole della cantante e poetessa del rock Patti Smith, compagna e poi eterna amica del fotografo:

“I was asleep when he died. I had called the hospital to say one more good night… I awoke early, and as I descended the stairs I knew that he was dead. All was still save the sound of the television that had been left on in the night. An arts channel was on. An opera was playing. I was drawn to the screen as Tosca declared, with power and sorrow, her passion for the painter Cavaradossi. It was a cold March morning and I put on my sweater… The phone rang and I rose to answer. It was Robert’s youngest brother, Edward. He told me that he had given Robert one last kiss for me, as he had promised. I stood motionless, frozen; then slowly, as in a dream, returned to my chair. At that moment, Tosca began the great aria “Vissi d’arte”. I have lived for love, I have lived for Art”.
Patti Smith, Foreword, Just Kids, 2010

“Dormivo quando è morto. Avevo chiamato l’ospedale per dare un’altra buonanotte… Mi svegliai presto, e mentre scendevo le scale capì che era morto. Tutto era uguale, il suono della televisione che avevo lasciato accesa nella notte. Un canale di arte stava andando. Un’opera stava suonando. Fui attratta dallo schermo quando Tosca dichiarò con energia e tristezza la sua passione per il pittore Cavaradossi. Era un freddo mattino di Marzo e mi misi un maglione… Il telefono suonò e io mi alzai per rispondere. Era il fratello più giovane di Robert, Edward. Mi disse che aveva dato a Robert un ultimo bacio per me, come promesso. Rimasi immobile, ghiacciata; dopo, lentamente, come in un sogno, tornai alla mia sedia. In quel momento, Tosca iniziò la famosa aria “Vissi d’arte”. Vissi d’amore, vissi d’Arte.”
Patti Smith, Prefazione, Just Kids, 2010