»Underneath the Arches»

24.03 — 13.05.18

Arturo Hernández Alcázar, Es el ruido de su mundo destruyéndose, 2014 (dettaglio). Courtesy l’Artista.

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ha concesso il Matronato al progetto Underneath the Arches, programma di arte contemporanea a cura di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone, in collaborazione con l’Associazione VerginiSanità. Il progetto, ospitato nel sito archeologico che conserva i resti dell’Acquedotto Augusteo del Serino nell’area Borgo Vergini – Rione Sanità a Napoli,  prende avvio con la presentazione della mostra Blind Horizon (24 marzo – 13 maggio), installazione site-specific dell’artista Arturo Hernández Alcázar (Città del Messico, 1978), realizzata grazie al supporto dell’Ambasciata Messicana in Italia, della Fondazione Salvatore, di Ciro Oliva – Concettina ai Tre Santi e dell’Associazione VerginiSanità, al termine di una residenza dell’artista a Napoli organizzata in colaborazione con la Fondazione Morra.

Underneath the Arches favorisce ed esplora il dialogo fra archeologia e arte contemporanea, generando relazioni fra la cultura materiale e immateriale del contesto locale e le ricerche artistiche internazionali, con l’obiettivo di attivare processi di promozione e valorizzazione congiunta del patrimonio storico esistente e della produzione contemporanea. Nell’ambito del progetto, artisti internazionali saranno invitati a realizzare installazioni temporanee in dialogo con il sito archeologico: un tratto di acquedotto di epoca romana rivenuto nel 2011 al di sotto dello storico Palazzo Peschici Maresca in via Arena Sanità, possente opera di ingegneria idraulica costruita nel primo decennio d.C., aperto al pubblico nel 2015, la cui gestione è affidata all’Associazione VerginiSanità.

Blind Horizon è il risultato di un periodo di residenza e di ricerca che ha visto l’artista Arturo Hernández Alcázar – i cui interventi site-specific oscillano tra equilibri preesistenti ed equilibri da reinventare, sottolineando la precarietà che caratterizza la società contemporanea – esplorare diverse zone di Napoli, a partire dal borgo Vergini-Sanità per arrivare alle aree vesuviane, ai Campi Flegrei e alle montagne del Serino, ripercorrendo idealmente l’antico percorso dell’acquedotto. L’artista ha modellato la propria ricerca sulle suggestioni provenienti dal territorio, concependo un’installazione che integra forme smaterializzate – quali il suono – a forti presenze fisiche, al fine di porre una riflessione sulle idee di controllo, manipolazione delle forze e gestione del potere. L’orizzonte del titolo è quindi quello disegnato dall’antico acquedotto, un orizzonte governato delle imponenti strutture idrauliche che attraversavano il paesaggio per poi inglobarsi nell’ambiente urbano, esempio di un dominio esercitato sul territorio che al tempo stesso cerca di assecondarne la morfologia.
Nell’analisi di un eterno processo che avanza fra costruzioni e distruzioni, fra storia naturale e storia politica, Arturo Hernández Alcázar interpreta le stratificazioni culturali e geologiche che caratterizzano Napoli proponendo un’opera che insiste sull’idea di una forza erosiva latente e che offre un’inedita interpretazione di questo affascinante ritrovamento archeologico e della sua funzione originaria.

Arturo Hernández Alcázar nasce a Città del Messico nel 1978, dove attualmente vive e lavora. Sue opere sono state esposte in musei, gallerie e biennali quali la 5th Moscow Biennale of Contemporary Art, la 10th International Istanbul Biennial; il museo MUAC UNAM (Città del Messico); il Museo Amparo (Puebla); il Museo de Arte Moderno (Messico); il Museum of Oaxaca MACO (Oaxaca); Casa del Lago (Città del Messico); Nixon (Città del Messico); Walter & McBens Galleries, San Francisco Art Institute; School of the Museum of fine Arts of Boston; Musée d’Art Moderne de Paris (Parigi); Centro Alcobendas (Madrid); Contemporary Art; SWAB, (Barcellona); Vadehra Art Gallery (New Dehli); KunstRaum München (Monaco); Kunst Berlin-Bethanien (Berlino); il Museo Experimental El Eco (Città del Messico) e la Fundacion Otazu (Spagna). Nel 2016, il suo progetto Naked Building è stato commissionato dall’ufficio pubblico per l’arte austriaco Offentlichen raum NÖ.

 

Il museo è aperto fino alle 19.30

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito