»Eugenio Giliberti. Cerimoniale»

15.07 — 15.09.17

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ha conferito il Matronato all’installazione site specific di Eugenio Giliberti, dal titolo Cerimoniale, concepita appositamente per gli spazi del Palazzo Vanalesti, quale rilettura in chiave contemporanea dei luoghi che ospitano la collezione del Museo Cerio, e realizzata sotto la direzione artistica di Intragallery. La mostra sarà inaugurata sabato 15 luglio alle ore 19.00 presso il Palazzo Vanalesti-Centro Caprense Ignazio Cerio (piazzetta Ignazio Cerio 5, Capri).

Il titolo della mostra, Cerimoniale, allude al riconoscimento e all’incontro della sensibilità dello scienziato Ignazio Cerio con la pratica artistica di Giliberti: la mostra si articola intorno a una grande installazione, composta da migliaia di dischetti imperfetti di legno di melo, testimoni della ricerca che Giliberti conduce da alcuni anni intorno alle trasformazioni naturali e antropiche del territorio che lo accoglie da più di 10 anni (la Masseria Varco a Rotondi, nell’Avellinese).

Quattro gli elementi principali dell’intervento: gli strumenti dell’artista che convivono con i reperti paleontologici ed archeologici collezionati dallo studioso Ignazio Cerio e conservati nel museo; le tavole data-base, disegni a matita che raccontono quattro anni di vita di un albero di mele annurche della Masseria Varco a Rotondi; la sala della potatura, una grande decorazione murale composta da dischetti di legno ricavati dalla potatura del meleto dove si immagina lo svolgimento del cerimoniale a cui il titolo della mostra allude, in una sontuosa e ironica messa in scena; il pianoforte muto, uno strumento interamente rivestito da un tessuto bianco cucito sull’oggetto da un’artigiana che ricalca, in negativo, i rumori dell’isola “turistica”.

Eugenio Giliberti (Napoli, 1954). Esordisce negli anni ’80 con la collettiva Evacuare Napoli (1985). Nell’aderire a quel clima napoletano caratterizzato dalla contaminazione di generi e materiali, tecniche e modalità linguistiche differenti, rifiuta la via neo-figurativa, scegliendo una posizione minoritaria. La sua ricerca artistica si distingue a partire dal 1987 con le prime superfici monocrome e la riflessione sui nessi tra opera-spazio-ambiente. Culmine di questo segmento della sua ricerca è l’opera dal titolo Seicentottantamilaquattrocentoquadratini colorati (Galleria ThE, Napoli, 1996; Galleria Occurrence, Montréal, 1998; Kunstverein di Ludwigsburg, 2001; Galleria Milano, 2006, Castello di Genazzano, 2013), opera “combinatoria” in cui, su carta quadrettata, sviluppa tutte le combinazioni possibili di 10 colori in tre trittici. Seguono: gli Oggetti platonici (in La scultura italiana del XXI secolo, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano, 2010); LP – lavoro politico (in Castelli in aria, Museo di Castel Sant’Elmo, Napoli, 2000; Futurama, Museo Pecci, 2000, Curriculum vitae, Museo di Castel Sant’Elmo, Napoli, 2003). Dal 2006, si trasferisce in campagna, a Rotondi nell’Avellinese, e fonda Selve del Balzo, una piccola comunità produttiva impegnata nella lavorazione del legname, elemento fondante della sua pratica artistica.

Il museo è aperto fino alle 19.30

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito