»Mario Garcia Torres»

La lezione di Boetti (alla ricerca del One Hotel, Kabul)

21.06 — 14.10.13

¿Alguna vez has visto la nieve caer?, 2010. Courtesy the artist and Jan Mot, Brussels / Mexico City
Raccogliendo, con trent’anni di ritardo, l’invito di Alighiero Boetti ad essere ospite dell’One Hotel di Kabul, l'artista messicano Mario Garcia Torres attiva un dialogo “impossibile” fra persone, tempi e luoghi distanti tra loro.
a cura di Andrea Viliani

La mostra dedicata all’artista messicano Mario Garcia Torres (Monclova, 1975) raccoglie per la prima volta integralmente tutti i lavori prodotti dall’artista durante gli otto anni di ricerca condotti sull’One Hotel di Kabul (Afghanistan), luogo di residenza e produzione artistica, dal 1971 al 1977, di Alighiero Boetti, uno dei massimi artisti del XX secolo. La mostra raggruppa installazioni video, lavori fax e postali, placche lignee e metalliche, scritte a muro, cartoline e materiali grafici, insieme ad alcuni interventi inediti concepiti appositamente per lo spazio espositivo, oltre a opere di Alighiero Boetti specialmente selezionate da Garcia Torres per la mostra, alcune destinate a entrare nella collezione permanente del museo.

Garcia Torres è da sempre interessato a investigare i meccanismi di produzione del pensiero artistico e a esplorare i punti oscuri, non ufficiali o non storicizzati, ovvero l’eredità più immateriale (legata a notizie, voci, testimonianze dal vivo non riportate nella cronaca ufficiale) dell’arte concettuale, dei suoi gesti, delle sue figure, delle sue pratiche.

Più di trent’anni dopo che Boetti lasciò l’One Hotel ma anche dopo, nell’ordine, l’invasione sovietica del 1979, la morte di Boetti nel 1994, una lunga guerra civile, l’affermazione del regime talebano, l’invasione statunitense prima, e delle forze ISAF poi… finalmente, nel maggio 2010, Garcia Torres entra lui stesso nell’One Hotel, profondamente trasformato negli anni, in una città dove il ricordo della permanenza dell’artista italiano era stato completamente dimenticato. L’artista aveva nel frattempo condotto una lunga ricerca preparatoria a distanza (prevalentemente su internet e incontrando testimoni e amici di Boetti stesso), come testimonia il video Alguna vez has visto la nieve caer?, 2010.

Raccogliendo quindi con trent’anni di ritardo l’invito di Boetti ad essere ospite dell’One Hotel, e sostituendosi infine ad esso come gestore di questa guest house, Garcia Torres attiva un dialogo “impossibile” fra persone, tempi e luoghi distanti tra loro, esemplificato in mostra dal video Tea, 2012, prodotto a Kabul in occasione di dOCUMENTA(13). I due artisti, pur appartenendo a generazioni e con provenienze diverse, hanno percorso infatti lo stesso cammino, hanno affrontato lo stesso viaggio e hanno abitato infine le stesse stanze; pur stranieri, sia fra loro sia rispetto al contesto afgano, entrambi decidono di aprire e gestire, per un periodo di tempo, un luogo di accoglienza, di ospitalità, una guest house a Kabul. In questo modo Garcia Torres, a differenza di un normale curatore di mostre, lascia spazio ad un’evocazione più intima e personale della figura e della pratica artistica di Boetti. Affermando una natura dell’identità e del fare artistico sfuggenti, boettianamente doppi (secondo la definizione di “Alighiero e Boetti” che l’artista stesso dava di sé), Garcia Torres si pone in una continua oscillazione fra sé e Boetti, fra guest (ospite) e host (ospitante), fra passato e presente, proponendoci un’esperienza basata sulla ridefinizione della concezione stessa di artista e opera. Chi è chi? Quando? Dove?

Sullo sfondo Garcia Torres, che ha risieduto, per lunghi periodi, dal 2010 al 2012, all’One Hotel, in occasione della preparazione di questo progetto, evoca anche le condizioni di vita nell’Afghanistan contemporaneo, territorio a noi sconosciuto nella sua realtà quotidiana nonostante, o forse proprio a causa del “bombardamento” di informazioni mediatiche che ne riceviamo. Ne emerge uno scenario fatto di animata quanto sospesa quotidianità, da cui emerge in modo sorprendente, nell’articolarsi della relazione a distanza fra i due artisti, tutta la pregnanza e l’attualità della “lezione” artistica di Boetti.

Il museo è aperto fino alle 19.30

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito