»TONY CRAGG»

Nelle opere di Tony Cragg (Liverpool, 1949), fra i più noti ed influenti scultori contemporanei, pratica della e ricerca sulla scultura si fondono: l’artista lavora sin dagli anni Settanta avvalendosi di diverse tecniche e materiali, con cui dà vita ad un universo di forme che sintetizza, attraverso l’astrazione, la molteplicità del reale e la complessità della percezione e della conoscenza umane. Alla base della sua ricerca artistica vi sono gli studi alla Technical High School e poi l’esperienza presso i laboratori della National Rubber Producers Research Association, dove entra in contatto con i fenomeni atomici e subatomici e con la biochimica. La fascinazione per la materia e per le sue proprietà intrinseche diviene uno dei temi portanti di tutto il suo lavoro, dal momento in cui decide di intraprendere un percorso di formazione propriamente artistica, prima alla Wimbledon School of Art e, tra il 1973 e il 1977, al Royal College of Art di Londra. È l’inizio di una lunga carriera che lo porterà ad ottenere numerosi riconoscimenti, tra i quali il prestigioso Praemium Imperiale per la Scultura conferitogli in Giappone nel 2007.
Caratterizzata da una riflessione sugli elementi primari, sia materici che strutturali, la ricerca di Cragg attribuisce un ruolo fondamentale alla relazione che si instaura tra il manufatto artistico (sia esso un oggetto “plasmato” o un assemblaggio di materiali trovati), e l’ambiente circostante, elementi che l’artista inglese mette in dialogo suggerendo stati di tensione o, al contrario, armonia. In molte delle sue opere torna un’attenzione per il frammento, in particolar modo nelle installazioni realizzate con oggetti trovati durante le sue passeggiate e ricomposti in modo da tratteggiare linee di figure riconoscibili, tra cui quelle del suo stesso volto (Autoritratti) e di altre sagome umane.
L’opera Bird, appartenente a questo periodo ed esposta nella galleria di Lucio Amelio in occasione della mostra personale di Cragg a Napoli nel 1980, è uno degli esempi più significativi di questa “poetica del frammento”, che ridona valore agli scarti, trasformandoli in elementi costitutivi di nuove composizioni, a metà strada tra la pittura e la scultura. L’assemblaggio di pezzi di legno trovati sulla spiaggia, ognuno con una propria dimensione e un proprio colore, diventa un procedimento quasi pittorico, grazie al quale l’artista inglese utilizza pesi materici e valori cromatici già esistenti per costruire la sagoma di un uccello. Rifiuti e oggetti residuali acquisiscono così pari rilevanza espressiva rispetto alle materie prime tradizionali della scultura, che Cragg pratica ugualmente con risultati di straordinaria fascinazione visiva che spingono materiali e tecnologie ai loro estremi, come nella scultura in bronzo 3D Incident, esposta nel secondo cortile del museo Madre.
3D Incident,
 realizzata nel 2007, ben rappresenta la plasticità della scultura di Cragg, nella sua tensione/torsione a raccontare una metamorfosi in divenire. L’imponenza della massa è tradita dall’apparente leggerezza con cui questa sembra vibrare e flettersi davanti agli occhi dello spettatore; l’equilibrio tra pieni e vuoti, nonché il gioco di luci e ombre, contribuiscono ad offrire una percezione sempre diversa dell’opera, che richiede di girarvi intorno per poter apprezzarne la diversa incidenza della luce su sporgenze e rientranze, che ne costruiscono la struttura formale.
Astratta nella linea, ma concreta nella sua massa tridimensionale, inanimata in quanto inorganica eppure attivata da un movimento apparente, fino ad acquisire una fuggevole, quanto pervasiva figurazione, l’opera diviene il racconto in diretta di processi di trasformazione e rigenerazione che, se appartengono alla sfera dell’organico, sembrano nondimeno far presagire, sullo sfondo degli scenari di mutazione tecnico-conoscitiva definiti dall’epoca digitale contemporanea, la possibilità di una loro esaltante, quanto enigmatica, estensione anche alla sfera delle forme e delle strutture inanimate, nella loro pulsione di relazione dinamica, a condividere e comprendere, con l’osservatore, lo spazio-tempo della realtà.

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Il museo è chiuso, aprirà alle 10.00

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