»Sam Falls»

Il lavoro di Sam Falls è un’esplorazione del colore, dei processi naturali, della percezione e dell’immagine come dato materiale. Attraverso una molteplicità di media differenti – sia analogici che digitali – l’artista analizza il ruolo che il tempo e le specificità di un luogo assumono nella formazione di un’immagine.
Untitled (Burgundy, Naples, Italy) è un’opera pensata e realizzata per il Madre e per Napoli: sia l’architettura dell’istituzione sia le condizioni metereologiche della città diventano parti del processo e del linguaggio di cui l’opera è costituita. Sulla terrazza del museo l’artista ha installato un grande telo di tessuto rosso scuro, sul quale ha posizionato alcune mattonelle in pietra vulcanica, le stesse utilizzate per la pavimentazione della terrazza. Nel corso di quattro mesi la luce del sole, la temperatura dell’aria, l’inquinamento, le intemperie e le condizioni ambientali interverranno a modificare il colore del tessuto nelle zone lasciate scoperte, mentre il colore si manterrà integro nelle parti coperte dalle mattonelle. In quest’arco di tempo gli spettatori assisteranno al processo di realizzazione performativa dell’opera che, in questa fase, è allestita nella sua forma in divenire: in questo modo il museo diventa un sito di produzione di opere e, al tempo stesso, il luogo dove si deposita una traccia del cielo e dell’anima di Napoli. Al termine di questo periodo il telo avrà assunto un altro aspetto, una combinazione di astrazione geometrica e di processi naturali di deterioramento, e sarà installato all’interno del museo come opera a parete, insieme con una scultura realizzata con le stesse mattonelle.
Come in altre sue opere, anche in questo caso Falls utilizza gli elementi naturali come la luce e le intemperie per espandere il concetto di fotografia: se, infatti, la fotografia analogica si serve della luce sia per registrare le immagini sia per trasferirle sulla carta, in questo caso è la luce di Napoli a creare l’immagine – per quanto astratta – e a imprimerla sul tessuto. In questo modo l’artista si pone in relazione con una tradizione che ha esplorato la possibilità di fare fotografia “senza obiettivo”, ovvero posizionando gli oggetti sotto una fonte luminosa e a diretto contatto con un supporto sensibile alla luce, come hanno fatto Man Ray e László Moholy-Nagy a partire dagli anni Venti del secolo scorso.
All’interno di questa tradizione Falls introduce elementi desunti dall’Arte Processuale, dalla Land Art e dall’Arte Povera, movimenti artistici che hanno adottato la specificità di un luogo e la temporalità come elementi linguistici strutturali, creando opere che mantengono una stretta relazione con il contesto e che del tempo conservano l’elemento trasformativo. Il lavoro di Falls utilizza materiali non-fotografici per creare un ponte tra fotografia, pittura, scultura e performance. Le sue opere, infatti, implicano elementi che troviamo in ciascuno di questi linguaggi: la relazione con la luce e con il cambiamento di scala che è propria della fotografia, la qualità materiale dell’immagine che definisce la pittura, la natura installativa della scultura e il concetto di “traccia” insito nella performance. I materiali usati – come in questo caso le mattonelle di pietra lavica – producono un duplice effetto: se da una parte, infatti, essi sono caratteristici di un luogo (la pietra lavica proveniente dalla falde del Vesuvio), dall’altro essi sono strumenti utilizzati per conseguire un linguaggio astratto, all’interno del quale assistiamo a una dialettica tra ciò che è specifico e ciò che è generico, tra il tempo inteso come istante (lo scatto fotografico) e il tempo come sedimentazione geologica.

AR

Il museo è chiuso, aprirà alle 10.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito