»Living Theatre: Julian Beck, Fabio Donato, Mario Franco»

Il Living Theatre è una compagnia di teatro sperimentale, fondata a New York nel 1947 da Julian Beck (New York 1925-1985), pittore e poeta, e dall’attrice e regista Judith Malina (Kiel, 1926), allieva di Erwin Piscator. Sin dall’inizio l’impegno civile e politico, intriso di una forte matrice libertaria, caratterizza l’attività del gruppo. L’affermazione arriva con The Connection, andato in scena nel 1959, che descrive la drammatica realtà della tossicodipendenza con un linguaggio rude e diretto. In seguito alle polemiche scatenatesi dopo la prima dello spettacolo The Brig nel 1963, uno spaccato della vita all’interno delle prigioni militari del Corpo dei Marines – la compagnia è costretta prima ad abbandonare lo spazio del Teatro sulla Quattordicesima Strada e poi, nel dicembre dello stesso anno, gli Stati Uniti. L’impegno in numerose manifestazioni pacifiste e iniziative di disobbedienza civile era infatti già valso al Living una notorietà che andava ben oltre il ristretto ambito del teatro d’avanguardia e che lo rendeva, proprio a causa di questo impegno politico, “non gradito” al governo statunitense.
Dai primi anni Sessanta il Living concentra la sua attività in Europa, e in particolare in Italia, con tournée e soggiorni di lunga durata, fra cui molti a Napoli. Sono di questi anni gli spettacoli considerati capolavori della creazione collettiva come Mysteries and Smaller Pieces (1964), Antigone di Sofocle (1967), da Bertolt Brecht, Frankenstein e Paradise Now (1968). Il periodo dell’esilio europeo della compagnia è anche il momento in cui il Living Theatre definisce le basi programmatiche del proprio lavoro teatrale: rifiuto della finzione del palcoscenico, eliminazione dei confini tra arte e vita e, di conseguenza, tra attori e pubblico. Il linguaggio scenico del gruppo si basa soprattutto su aspetti gestuali e corporei, puntando alla creazione di effetti scenografici e al coinvolgimento fisico ed emotivo della platea. Ispirato dal teatro della crudeltà di Artaud, il Living Theatre propone un teatro mirato non a erudire o distrarre ma ad aggredire e provocare lo spettatore.
Negli anni Settanta il gruppo si concentra quasi esclusivamente sul teatro di strada, creando spettacoli di fortissimo impatto come Sette meditazioni sul sadomasochismo politico (1973), La torre del Denaro (1975), Sei Atti Pubblici (1976) per poi tornare al teatro con Prometeo nel Palazzo d’Inverno (1978), Il Matusalemme giallo (1982), Archeologia del Sonno (1983). Dopo la morte di Julian Beck nel 1985 Judith Malina continua a dirigere la compagnia assieme ad Hanon Reznikov, e dal 2008, scomparso anche quest’ultimo, ad affiancarla ci sono il direttore esecutivo Garrick Beck (figlio di Malina e Beck) e l’amministratore Brad Burgess (assistente di Reznikov). Nel complesso, il Living Theatre ha rappresentato circa 80 lavori, recitato in numerose lingue e in 25 paesi.
La mostra “Living Theatre. Labirinti dell’immaginario” curata da Giuseppe Morra, Achille Bonito Oliva e Lorenzo Mango nel 2003 a Castel Sant’Elmo, rappresenta una ricostruzione visiva dell’intero percorso creativo del Living Theatre.
Dal 2007 la Fondazione Morra di Napoli realtà consolidata nel panorama Nazionale ed Internazionale detiene i diritti perenni ed in esclusiva di autenticare le opere pittoriche del Maestro Julian Beck nonché la catalogazione e archiviazione delle opere del Living Theatre (disegni, diari, foto e documenti vari)
Living Theatre, ovvero “teatro vivente”, è un nome che porta in sé tutta la sua carica progettuale, indica l’idea di un teatro che si apre alla vita, alla politica, al cambiamento, senza mai rinunciare alla ricerca ed alla sperimentazione di nuove forme di linguaggio. L’allestimento della sala al Madre, pensato per immersione, intende dar conto di questo straordinario fenomeno, e dell’universo che, da sempre, lo motiva e lo accompagna, presentando una serie di materiali che si offrono come testimonianza di un processo creativo, più che come semplice documentazione. La sala presenta una ricostruzione in forma di racconto visivo del percorso del Living, accompagnata da materiale video di Mario Franco sull’Antigone (realizzata a Marigliano nel 1980) e dalle fotografie di Fabio Donato, testimonianza di diversi spettacoli e momenti di lavoro del Living a Napoli.
Un rilievo particolare è dato ad una selezione di alcune delle opere che Julian Beck dipinse tra gli anni Quaranta e Cinquanta acquisite e fatte restaurare da Giuseppe Morra.
Tali opere rappresentano oggi l’unica testimonianza di una fortissima personalità da pittore “di azione” che troverà nel teatro uno sbocco naturale.

EV

Il museo è chiuso, aprirà alle 10.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato 10.00 ⋅ 19.30 — Domenica 10.00 ⋅ 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima / Martedì chiuso / Lunedì ingresso gratuito