Cécile B. Evans, Amos World, 2017-in progress. Courtesy l’artista.

Amos’ World (Episode 3)

Nell’ambito del primo capitolo di Madre per il Sociale si terrà, fra le Vele di Scampia e le sale del Madre, l’incontro fra i bambini e l’artista statunitense Cécile B. Evans, autrice di Amos’ World (Episode 3), organizzato in collaborazione con l’Associazione Centro Insieme Onlus di Scampia e con il sostegno di Nicoletta Fiorucci, fondatrice di Fiorucci Art Trust. Il progetto originale di Evans fa tappa a Napoli per riflettere, insieme ai giovani del quartiere, sul significato di “sentirsi a casa”, oggi, ovunque. L’incontro, che si terrà giovedì 12 luglio al Madre, fa parte del percorso di ricerca condotto dall’artista per la realizzazione della trilogia Amos’ World, e giunge con la tappa campana al terzo episodio.

Nell’ambito degli studi condotti per la realizzazione di Amos’ World, un gruppo di circa 15 bambini, tra i 9 e gli 11 anni saranno invitati a vivere il museo in un modo nuovo, sperimentale e interattivo, per lavorare sul concetto e l’esperienza individuale di “casa”. I bambini che parteciperanno al laboratorio provengono da alcune delle famiglie che dovranno trasferirsi dalle Vele di Scampia ai nuovi edifici costruiti per accoglierle in vista della pianificata distruzione di 3 delle 4 Vele. Questi complessi architettonici furono progettati e realizzati fra il 1962 e il 1975 come vere e proprie “città all’interno di edifici”, dei network in cui gli individui coesistessero e fossero interconnessi dalle infrastrutture costruite a scopo sociale nei singoli immobili. Interessata al fallimento di queste costruzioni e a come esse abbiano finito per penalizzare i propri abitanti, l’artista ha selezionato bambini non ancora influenzati dalle politiche urbane, capaci di esprimere percezioni proprie sul concetto di “casa” e ideare soluzioni diverse dalla semplice demolizione. Il lavoro dell’artista non si focalizza quindi sulle Vele in quanto edifici, o sul loro destino, ma in quanto allegorie delle possibili relazioni all’interno della società contemporanea, analizzandone le complesse dinamiche di potere che ne derivano e il loro impatto emotivo sugli individui.

Il museo Madre collaborerà per l’occasione con l’Associazione Centro Insieme Onlus di Scampia, che ha selezionato i bambini partecipanti. La missione dell’organizzazione è di “rendere consapevoli, restituendo diritti fondamentali e dignità alle persone più deboli, come i bambini e i ragazzi di Scampia, a cui spesso vengono negati, e migliorare le loro condizioni di vita dal punto di vista educativo, culturale e di recupero sociale, fornendo loro strumenti adeguati, utili e finalizzati ad una scelta di vita basata sui valori di giustizia sociale e legalità”.

Il percorso di ricerca di Cécile B. Evans con i bambini sarà suddiviso in tre fasi: partendo dalla visione delle riprese realizzate per l’occasione a Scampia, i partecipanti saranno invitati ad immaginare nuove forme di narrazione del contesto urbano da cui provengono, rielaborando suggestioni e ricordi sul tema della “casa” creando manifesti e brevi video messaggi con il linguaggio dei social media.

L’obiettivo è analizzare le alternative alla distruzione delle Vele e indagare la nozione di “casa” da un punto di vista personale, senza pregiudizi e preconcetti socio-politici. Il fine ultimo non è di esaminare la storia di un particolare edificio, ma di ragionare insieme su chi possiede davvero gli spazi nei quali sono stati prodotti i nostri ricordi e soprattutto di ridisegnare i network in cui viviamo ogni giorno, anche se non ci appartengono.

La trilogia Amos World di Cécile B. Evans sarà composta da tre grandi installazioni all’interno delle quali verranno proiettati i tre episodi video sviluppati dall’artista come una fiction TV che ruota intorno a un complesso residenziale modernista, all’architetto che lo ha disegnato e ai residenti sempre più alienati dalle sue promesse di progresso. Ogni episodio sarà visibile all’interno di un ambiente scultoreo, ciascuno ispirato a complessi abitativi “brutalisti” del XX secolo. Insieme, le varie opere che comporranno la trilogia diventeranno un’allegoria dell’era del network contemporaneo, in cui le dinamiche del potere personale sono definite e de-costruite attraverso infrastrutture tecnologiche.

Il museo Madre presenterà Amos World (Episode 3) nel gennaio 2019.

Cécile B. Evans (Cleveland, Ohio, 1983) articola la sua pratica artistica fra diversi medium quali video, scultura, performance e installazioni. Evans studia il divario tra pensiero razionale e pensiero emotivo e analizza le relazioni umane usando elementi delle teorie dei network e dell’entropia. Attraverso la creazione di personaggi fittizi, l’artista esamina il valore che la società contemporanea attribuisce alle emozioni e alle condizioni dei contesti digitali e materiali che costituiscono la realtà in cui viviamo. A Cécile B. Evans sono state dedicate mostre personali in alcuni fra i più importanti musei internazionali, tra i quali: Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino; Tate Liverpool; Kunsthalle Aarhus; M Museum Leuven e De Hallen Haarlem. L’artista ha partecipato a numerose mostre collettive, fra cui: Haus der Kunst, Monaco di Baviera; Mito Art Tower, Ibaraki; Renaissance Society, Chicago; 7 International Moscow Biennale; 4 Ural Industrial Biennial; Louisiana Museum of Modern Art, Copenaghen; 9 Berlin Biennal; 20 Sydney Biennal; Fundació Joan Miró, Barcellona; Musée d’Art Moderne de Paris.